Immatricolazioni di veicoli commerciali pesanti: +23% nei primi sei mesi

Prestazioni

giovedì 3 agosto 2017

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In Italia nei primi sei mesi del 2017 le immatricolazioni di veicoli commerciali pesanti (e cioè con PTT – peso totale a terra – di 16 tonnellate ed oltre) sono state 9.859, con una crescita del 23% rispetto allo steso periodo del 2016.

Nella graduatoria dei paesi europei in base alla percentuale di crescita delle immatricolazioni di veicoli commerciali pesanti nel primo semestre 2017, rileva il Centro Ricerche Continental Autocarro, l’Italia si colloca al secondo posto, superata solo da Cipro (che ha visto una crescita maggiore ma con numeri assoluti di gran lunga minori rispetto a quelli italiani). Se invece si considerano i solo i maggiori paesi del vecchio continente, l’Italia risulta quella con la percentuale di crescita maggiore. Infatti in Francia le immatricolazioni di veicoli commerciali pesanti da gennaio a giugno sono cresciute del 5,9%, nel Regno Unito del 5,6%, in Germania sono calate dell’1,2% e in Spagna dell’1,1%. La percentuale media di crescita registrata nei paesi dell’Unione Europea è stata del 2,2% e quindi, fa notare il Centro Ricerche Continental Autocarro, molto minore rispetto a quella italiana.

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Sono positivi anche i dati sulle immatricolazioni di autobus. Infatti, sempre secondo i dati Acea diffusi dal Centro Ricerche Continental Autocarro, nei primi sei mesi del 2017 le immatricolazioni di autobus nel nostro Paese sono aumentate del 49,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Si tratta di un dato positivo che pone l’Italia al vertice della graduatoria dei maggiori paesi europei in base alla percentuale di crescita delle immatricolazioni di autobus. Infatti in Germania le immatricolazioni sono cresciute del 9,7% e in Spagna del 16,5%, mentre in Francia sono calate del 18,4% e nel Regno Unito del 3,5%. La percentuale media di crescita registrata nei paesi dell’Unione Europea è stata del 3,8% e quindi, anche in questo caso, rileva il Centro Ricerche Continental Autocarro, di gran lunga più bassa rispetto a quella italiana.

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